Marketing Turistico: strategie concrete per aumentare prenotazioni dirette, margini e reputazione
Se lavori nel turismo lo sai già: non basta “essere presenti online”. La differenza la fanno le prenotazioni, la qualità degli ospiti, la marginalità e la capacità di ridurre la dipendenza da portali e intermediazioni. Il marketing turistico serve esattamente a questo: costruire un sistema che porta domanda qualificata, la accompagna alla scelta e la trasforma in vendite dirette.
Il punto è che nel turismo ogni errore si paga doppio: la stagionalità non aspetta, la concorrenza è altissima e i costi di acquisizione possono esplodere in poche settimane. Per questo una strategia efficace non può essere una collezione di tattiche scollegate. Serve un metodo: analisi, obiettivi chiari, canali giusti, contenuti che convincono e misurazione.
In Exedere lavoriamo con un approccio pragmatico e trasparente: dal 1998 aiutiamo aziende e attività locali a trasformare il web in nuovi clienti, con una logica semplice: ogni attività ha obiettivi diversi, quindi le strategie vanno costruite su misura. Non “pacchetti” uguali per tutti.
- Obiettivo principale: aumentare prenotazioni dirette e richieste qualificate.
- Obiettivo strategico: ridurre la dipendenza da OTA e portali senza perdere occupazione.
- Obiettivo economico: difendere margini e aumentare il valore medio per prenotazione.
- Obiettivo di medio periodo: costruire un asset stabile (SEO, reputazione, database contatti).
Cos’è il marketing turistico e perché oggi è più complesso
Il marketing turistico è l’insieme di strategie che aumentano la domanda verso una struttura ricettiva, un’esperienza o un territorio e la trasformano in prenotazioni. Nel digitale significa lavorare su visibilità (SEO, mappe, advertising), fiducia (reputazione, prove sociali, chiarezza) e conversione (sito, booking engine, contatti e follow-up).
Oggi è più complesso per tre motivi molto concreti:
- Concorrenza e comparazione istantanea: l’utente può confrontare prezzi, recensioni e alternative in pochi minuti.
- Distribuzione frammentata: Google, mappe, metasearch, social, OTA, influencer, AI e contenuti video competono per l’attenzione.
- Decisione “multi-touch”: raramente una persona vede un annuncio e prenota. Di solito alterna ricerca, social, recensioni, confronti e ritorni sul sito.
Questo significa che “fare solo social” o “fare solo Google Ads” quasi mai basta. Se vuoi risultati solidi devi costruire un sistema coerente che lavora sul percorso completo: attrazione → prova → scelta → prenotazione → ritorno.
Marketing turistico e web marketing turistico sono la stessa cosa?
Il marketing turistico è l’insieme di tutte le attività per vendere ospitalità ed esperienze. Il web marketing turistico è la parte digitale: SEO, advertising, social, contenuti, email, reputazione e analytics. Nella pratica oggi quasi tutto passa dal digitale, quindi i due concetti si sovrappongono, ma la strategia resta una sola.

Gli obiettivi che contano davvero: dirette, margini, reputazione
Nel turismo si cade spesso in una trappola: concentrarsi su metriche che fanno scena (visite al sito, follower, like) e perdere di vista il conto economico. Gli obiettivi “seri” sono questi:
- Più prenotazioni dirette: dal sito, da contatti diretti, da canali proprietari.
- Meno dipendenza da OTA: non eliminarle a priori, ma ridurre la quota e usare i portali in modo intelligente.
- Miglior conversione: stessi visitatori, più richieste e più prenotazioni.
- Reputazione più forte: più recensioni positive e gestione corretta delle criticità.
- Aumento valore medio: upsell, servizi extra, pacchetti, esperienze.
Questo è particolarmente vero per l’“Operatore Turistico” tipico: stagionalità, concorrenza e dipendenza dai portali rendono la strategia un tema economico prima ancora che comunicativo. Se oggi paghi commissioni alte, ogni punto percentuale spostato verso il diretto vale tanto.
Perché dovrei investire nel diretto se le OTA già mi portano prenotazioni?
Perché il diretto ti dà controllo: margini, dati dell’ospite, possibilità di riacquisto e meno vulnerabilità a cambi di regole e commissioni. Le OTA possono restare una fonte di domanda, ma se diventano l’unico canale sei in balia di costi, ranking e politiche esterne.
Il percorso del viaggiatore: dall’ispirazione alla prenotazione
Un turista non compra come in un e-commerce tradizionale. Spesso compra un’emozione, un’aspettativa, una promessa. E prima di pagare vuole ridurre l’incertezza. Per questo il percorso tipico è fatto di fasi:
- Ispirazione: “dove potrei andare?”, “che esperienza voglio?”
- Ricerca: query su Google e mappe, spesso molto specifiche
- Confronto: recensioni, foto, servizi, distanza, policy, prezzo
- Decisione: prenotazione diretta o via intermediario
- Post-soggiorno: recensioni, ritorno, referral, upsell
Ogni fase richiede un contenuto e un canale diverso. Se fai solo contenuti ispirazionali ma non sei presente quando l’utente cerca, perdi conversioni. Se fai solo advertising su ricerche commerciali ma il tuo sito non convince, paghi click inutili.
Ho tante visite ma poche prenotazioni, cosa significa?
Di solito significa uno di questi problemi: traffico non in target (persone curiose ma non pronte), fiducia insufficiente (recensioni, prove, chiarezza) oppure frizione (sito lento, booking complicato, informazioni mancanti). La soluzione è ottimizzare il percorso, non aumentare budget a caso.
Posizionamento e differenziazione: perché dovrebbero scegliere te
“Siamo accoglienti” e “siamo in una bella zona” non sono differenzianti. Se dici le stesse cose dei concorrenti, finisci a competere sul prezzo. Il marketing turistico serio parte da qui: qual è la promessa chiara che fai e quali prove puoi portare.
Un posizionamento efficace risponde a tre domande:
- Per chi sei: famiglie, coppie, business, sportivi, amanti del relax, pet-friendly.
- Quale problema risolvi: parcheggio facile, spa vera, silenzio, vista, cucina tipica, eventi, location strategica.
- Perché crederti: recensioni, foto reali, certificazioni, numeri, storie, testimonianze, trasparenza.
Quando il posizionamento è chiaro, tutto diventa più semplice: keyword SEO più precise, annunci più efficaci, contenuti più convincenti, offerte meno “scontistiche” e più orientate al valore.
Come capisco qual è il mio posizionamento?
Parti dai dati: quali camere si vendono di più, quali ospiti tornano, quali servizi vengono citati nelle recensioni, quali domande ricevi prima della prenotazione, quali competitor vengono confrontati con te. Il posizionamento non si inventa: si mette a fuoco e si comunica con coerenza.

SEO e Local SEO per turismo: farsi trovare nel momento giusto
La SEO nel turismo funziona quando intercetti ricerche con intento reale, spesso specifiche: “hotel con spa vicino…”, “agriturismo con piscina…”, “B&B centro storico…”, “hotel per famiglie con parcheggio…”. L’errore classico è produrre contenuti generici che attirano traffico curioso e non convertono.
La Local SEO è ancora più importante perché tante ricerche avvengono su mappe e mobile. Qui contano la coerenza delle informazioni, la completezza della scheda, le recensioni e la qualità dei contenuti.
Cluster semantico da coprire (pagina e sotto-sezioni)
- Marketing turistico, web marketing turistico, digital marketing turistico
- Marketing per hotel, marketing per B&B, marketing per agriturismo
- Prenotazioni dirette, ridurre commissioni, disintermediazione OTA
- SEO hotel, SEO agriturismo, SEO B&B, posizionamento su Google
- Local SEO, Google Business Profile, mappe, “vicino a me”
- Pubblicità per hotel, Google Ads per turismo, Facebook Ads per turismo
- Reputazione online, gestione recensioni, brand trust
- Marketing territoriale, esperienze, itinerari, eventi
SEO pratica: cosa fare (in modo ordinato)
- Architettura: pagine per camere, servizi, offerte, esperienze e target.
- Contenuti ad alta intenzione: policy chiare, cosa include la tariffa, distanze, parcheggio, check-in, pet policy.
- FAQ e risposte dirette: perfette per ricerche conversazionali e motori generativi.
- Ottimizzazione tecnica: velocità, mobile, struttura, tracciamenti, dati strutturati.
- Local: scheda completa e aggiornata, foto reali, Q&A, coerenza dei dati su web.
Se vuoi un risultato stabile, la SEO è uno dei canali più “patrimoniali”: cresce nel tempo e abbassa la dipendenza da budget. Ma funziona solo se è progettata per conversione, non per vanity metrics.
SEO o Ads: cosa conviene a un hotel?
Dipende dal tempo e dalla situazione. Le Ads portano risultati più rapidi ma sono a consumo. La SEO costruisce un asset più stabile ma richiede continuità. La scelta migliore spesso è una combinazione: Ads per coprire subito la domanda e SEO per ridurre il costo nel medio periodo.
Google Ads e Meta Ads: acceleratori, non stampelle
Le campagne a pagamento sono potenti quando hanno un obiettivo chiaro e un sistema dietro. Se mancano le basi (sito che non convince, posizionamento confuso, offerta debole, tracciamento assente) la pubblicità diventa un rubinetto aperto: esce budget e non entra profitto.
Quando Google Ads è davvero utile nel turismo
- Ricerche ad alta intenzione: chi sta già scegliendo dove prenotare.
- Brand protection: proteggere il nome della struttura quando altri intercettano la domanda.
- Copertura buchi di calendario: periodi in cui serve accelerare.
- Remarketing: recuperare utenti che hanno visitato camere e prezzi.
Quando Meta Ads (Facebook e Instagram) è davvero utile
- Ispirazione: far desiderare un’esperienza e creare familiarità.
- Pubblici simili: partire da clienti reali e trovare profili analoghi.
- Retargeting: riportare sul sito chi ha interagito con i contenuti.
La regola di buon senso: pagare per traffico ha senso solo se il percorso converte. In turismo l’utente è sensibile a: qualità percepita, recensioni, foto, policy e facilità di prenotazione.
Perché le mie campagne portano click ma non prenotazioni?
Spesso perché stai intercettando keyword troppo generiche, perché la landing non risponde ai dubbi, o perché il booking è macchinoso. Un altro motivo comune è il mismatch tra annuncio e pagina: prometti una cosa e poi l’utente non la trova. Serve allineamento totale tra messaggio e contenuto.

Contenuti e storytelling: cosa convince un turista (davvero)
Nel turismo i contenuti non servono a “riempire un blog”. Servono a ridurre l’incertezza e aumentare desiderio. Un turista si chiede: “Sarà davvero come nelle foto? Sarà comodo? Vale il prezzo? È adatto a noi?”. Se i tuoi contenuti rispondono bene a queste domande, converti.
Contenuti che funzionano perché aiutano a scegliere
- Foto e video reali: meglio autentici che perfetti ma poco credibili.
- Dettagli pratici: parcheggio, distanze, accessibilità, orari, check-in.
- Servizi spiegati bene: cosa include la colazione, come funziona la spa, regole per animali.
- Esperienze e territorio: itinerari, stagionalità, eventi, suggerimenti utili.
- Prove: recensioni, testimonianze, riconoscimenti, numeri e storia.
Un contenuto che converte è “self-contained”: anche se l’utente legge solo quel paragrafo, capisce e decide. Questo è utile sia per l’utente sia per i motori di ricerca e le risposte AI.
Cosa devo scrivere sul sito del mio agriturismo per aumentare le prenotazioni?
Scrivi informazioni che eliminano dubbi: posizione e come arrivare, servizi reali, cosa rende speciale l’esperienza, cosa fare nei dintorni, policy trasparenti e risposte alle domande frequenti. Aggiungi prove: recensioni, foto autentiche, dettagli concreti. Poi crea pagine mirate per target e stagioni.
Reputazione e recensioni: la leva che incide su prezzo e conversione
Le recensioni non sono un dettaglio: sono un reparto vendite che lavora 24/7. Nel turismo spesso vincono non quelli con il prezzo più basso, ma quelli che trasmettono più fiducia. La reputazione incide su:
- Tasso di conversione: più fiducia, più prenotazioni.
- Capacità di sostenere la tariffa: meno sconti necessari.
- Riduzione dei dubbi: risposte e gestione criticità rassicurano.
Processo recensioni semplice (e realistico)
- Chiedere al momento giusto: a soggiorno concluso, con messaggio breve e umano.
- Ridurre frizione: poche istruzioni, un canale chiaro.
- Rispondere sempre: ringraziare, contestualizzare, non discutere.
- Valorizzare sul sito: creare una sezione che raccolga prove e storie.
Il punto non è “fare finta che vada tutto bene”. È dimostrare professionalità: una risposta ben gestita a una critica può aumentare fiducia più di cento frasi di marketing.
Se ho qualche recensione negativa rischio di perdere prenotazioni?
Non necessariamente. Una struttura con sole recensioni perfette può sembrare poco credibile. Quello che conta è la tendenza: qualità media alta, aggiornamento continuo e gestione intelligente delle criticità. Se rispondi bene e dimostri attenzione, molte persone interpretano la negatività come un segnale di trasparenza.

Email marketing e automation: la strategia “anti-commissioni”
Un errore comune nel turismo è concentrarsi solo su canali “a pagamento” o intermediati e trascurare un asset decisivo: il database contatti. L’email marketing e le automation aiutano a:
- Riacquistare clienti: chi è già stato da te costa meno di un nuovo cliente.
- Riempire periodi deboli: offerte mirate e non generaliste.
- Fare upsell: servizi extra, esperienze, upgrade, pacchetti.
- Recuperare indecisi: follow-up su richieste e abbandoni.
La chiave è la segmentazione: non inviare la stessa email a tutti. Se parli a famiglie come se fossero coppie in fuga romantica, perdi efficacia e credibilità.
L’email marketing non è superato?
No, è spesso più profittevole dei social perché è un canale proprietario. È superato solo quando viene usato male: messaggi generici, frequenza sbagliata, nessuna segmentazione. Se invece invii comunicazioni utili e mirate, l’email è uno dei migliori strumenti per aumentare prenotazioni dirette e ritorni.
Misurazione: KPI, tracciamento e decisioni basate su dati
Nel marketing turistico non puoi permetterti di “andare a sensazione”. Devi sapere cosa funziona e cosa no, con numeri chiari. I KPI essenziali sono:
- Quota prenotazioni dirette: mese su mese e anno su anno.
- Costo di acquisizione per canale: Ads, SEO, portali, referral.
- Tasso di conversione: sito e booking engine.
- Valore medio prenotazione: e marginalità reale.
- Performance per periodo: feriali, weekend, bassa e alta stagione.
Quick Wins e progetti a lungo termine: priorità e ROI
Per ottenere risultati devi lavorare su due piani: interventi rapidi che sbloccano conversioni e progetti strutturali che costruiscono stabilità. Se fai solo quick win, resti dipendente dal breve periodo. Se fai solo lungo termine, rischi di non vedere risultati quando servono.
Quick Wins (0–30 giorni) con priorità
- Alta: ottimizzare le pagine chiave (camere, servizi, contatti) con messaggi chiari, prove e call to action.
- Alta: migliorare frizioni del booking (passaggi inutili, informazioni mancanti, incertezze su prezzi e policy).
- Alta: sistemare tracciamenti per capire cosa porta richieste e cosa no.
- Media: impostare campagne “brand” e remarketing se c’è già traffico ma bassa conversione.
- Media: creare un processo recensioni costante e semplice, senza forzature.
Progetti strutturali (60–180 giorni) con ROI crescente
- Alta: SEO su architettura completa (pagine per intenti e target, contenuti territoriali utili).
- Alta: funnel integrato: ispirazione + ricerca + conversione + remarketing + email.
- Media: sistema contenuti: foto e video autentici, pagine esperienze, guide locali aggiornate.
- Media: strategia GEO: FAQ, risposte dirette, contenuti strutturati per query conversazionali.
Se devo essere diretto: partire con campagne pesanti senza aver sistemato sito, posizionamento e tracciamenti è uno spreco. Funziona solo per chi ama “spendere per sentirsi attivo”. Se vuoi ROI, si lavora in sequenza.

Come lavora Exedere sul marketing turistico
Il turismo richiede un metodo rigoroso perché la stagionalità mette pressione e i costi possono cambiare velocemente. Il nostro approccio è coerente con i valori del brand: trasparenza, personalizzazione, etica e focus sul ritorno degli investimenti. In pratica, cosa significa?
1) Analisi iniziale e obiettivi misurabili
Partiamo da numeri e contesto: situazione attuale, canali, margini, stagionalità, concorrenza, reputazione, qualità del sito e del booking. Definiamo obiettivi reali: aumento dirette, riduzione quota OTA, crescita conversione, incremento valore medio. Se un obiettivo è irrealistico, lo diciamo.
2) Strategia e piano canali (SEO, Ads, contenuti, reputazione)
Costruiamo una roadmap per fasi: quick win e progetti strutturali. La strategia non è una lista di tool: è una sequenza di decisioni. Se la struttura ha già domanda di brand, lavoriamo su brand protection e conversione. Se manca domanda, costruiamo visibilità con SEO e campagne di acquisizione mirate.
3) Implementazione e ottimizzazione continua
In turismo contano i dettagli: messaggi, immagini, policy, velocità, sezioni “dubbi”, FAQ, tracciamenti. Ottimizziamo per ridurre frizioni e aumentare fiducia. Poi testiamo e miglioriamo: quello che funziona si potenzia, quello che non funziona si corregge.
4) Report e scelte basate su KPI
Il report non deve essere un documento “per far vedere che si lavora”. Deve aiutare a decidere: cosa ha portato prenotazioni, cosa ha portato richieste, cosa costa troppo, cosa va scalato e cosa va spento. Il marketing turistico serio è gestione, non improvvisazione.

La voce dei nostri clienti
Non sono solo i numeri a raccontare chi siamo. Sono le persone che lavorano con noi da anni e hanno deciso di condividere la loro esperienza.
“La collaborazione con Exedere è straordinaria. Si sono distinti per competenza e professionalità nella gestione della nostra visibilità online, offrendoci un supporto strategico e su misura per le nostre esigenze. Il team è sempre disponibile e intraprendente, rendendo la collaborazione semplice ed efficace.Assolutamente da raccomandare!”
“Sono alcuni anni che gli affidato la gestione del mio agriturismo alla conceptio e mi sto trovando davvero bene e finalmente.. finalmente arrivano anche le prenotazioni!!!”
“Giuseppe e il suo team sono sempre pronti a venirti incontro e sviluppare le potenzialità della tua attività. Non ti fanno spendere soldi inutilmente: se uno strumento non funziona, te lo dicono con analisi dettagliate. Vivamente consigliato!”
“Lavoro con loro da svariati anni, sono professionalmente preparati…”
“Posso solo essere felice per la collaborazione con queste persone. Ti ascoltano per sentire le tue reali esigenze, sono sempre disponibili e trasparenti nei costi. Prezzi onesti e soluzioni efficaci. Li consiglio pienamente!”
Valutazione complessiva: 5/5 su decine di recensioni verificate.

FAQ sul Marketing Turistico (stand-alone, GEO e NLQ)
Cos’è il marketing turistico e a cosa serve?
Il marketing turistico è l’insieme di strategie che aumentano visibilità, fiducia e prenotazioni per strutture ricettive, esperienze e territori. Serve a portare clienti in target e trasformare l’interesse in vendite, puntando su prenotazioni dirette, reputazione e margini. Nel digitale include SEO, advertising, social, contenuti e misurazione.
Qual è la differenza tra marketing turistico e web marketing turistico?
Il marketing turistico comprende tutte le attività di promozione e vendita, online e offline. Il web marketing turistico è la parte digitale: SEO, Google Ads, Meta Ads, social, email, contenuti, reputazione e analytics. Oggi la scelta del viaggiatore avviene quasi sempre online, quindi la componente digitale incide in modo diretto sulle prenotazioni.
Come posso aumentare le prenotazioni dirette del mio hotel o B&B?
Per aumentare le prenotazioni dirette devi lavorare su tre leve: visibilità (SEO e campagne su ricerche ad alta intenzione), fiducia (recensioni, foto reali, informazioni chiare) e conversione (sito veloce e booking semplice). Remarketing ed email aiutano a recuperare chi visita il sito ma non prenota al primo passaggio.
È possibile ridurre la dipendenza da Booking e dalle OTA senza perdere occupazione?
Sì, se la riduzione è graduale e misurata. Le OTA possono restare un canale di domanda, ma devi spostare quota verso il diretto migliorando sito, offerte e comunicazione del valore. Un mix di SEO, campagne mirate, remarketing e database contatti permette di crescere nel diretto senza “spegnere” la distribuzione.
Quanto tempo serve per vedere risultati con la SEO nel turismo?
I primi segnali possono arrivare in poche settimane con ottimizzazioni tecniche e miglioramento delle pagine chiave. Risultati solidi richiedono spesso alcuni mesi perché la SEO costruisce autorevolezza e copertura su keyword strategiche. La velocità dipende da concorrenza, qualità del sito, contenuti e costanza del lavoro.
Quando conviene usare Google Ads per una struttura ricettiva?
Google Ads conviene quando vuoi intercettare utenti già pronti a scegliere, proteggere il brand e coprire buchi di calendario. È efficace su ricerche specifiche e ad alta intenzione, e sul remarketing verso chi ha visto camere e prezzi. Senza tracciamento e pagine efficaci, però, rischi di pagare click che non diventano prenotazioni.
Facebook e Instagram funzionano davvero per il marketing turistico?
Sì, soprattutto per ispirazione e retargeting. Funzionano bene con creatività autentiche, messaggi chiari e segmentazione corretta (famiglie, coppie, business, ecc.). Il risultato arriva quando social e advertising sono collegati a un percorso: contenuti che creano desiderio, sito che convince e follow-up che recupera gli indecisi.
Cosa devo pubblicare sui social per ottenere più prenotazioni?
Per ottenere più prenotazioni pubblica contenuti che aumentano desiderio e riducono dubbi: camere e spazi reali, esperienze, cibo, spa, territorio, eventi e stagionalità. Aggiungi contenuti pratici come policy, distanze, parcheggio e FAQ. Inserire prove come recensioni e testimonianze rende la scelta più semplice e aumenta la fiducia.
Perché ho tante visite al sito ma poche prenotazioni?
Di solito succede per tre motivi: traffico non in target, poca fiducia o frizione nel percorso di prenotazione. Se intercetti keyword generiche ottieni visite “curiose”. Se mancano recensioni, chiarezza e prove, l’utente non si fida. Se il booking è lento o complicato, l’utente abbandona. La soluzione è ottimizzare funnel e contenuti, non solo aumentare il budget.
Quali informazioni non devono mai mancare sul sito di un hotel o agriturismo?
Non devono mancare informazioni che eliminano dubbi: posizione e come arrivare, parcheggio, orari, check-in e check-out, servizi inclusi, policy chiare, foto realistiche, prezzi e disponibilità facilmente consultabili. Se l’utente deve cercare troppo o non trova risposte immediate, tende a tornare su portali e comparatori.
Le recensioni influenzano davvero le prenotazioni e il prezzo?
Sì. Le recensioni aumentano fiducia e migliorano il tasso di conversione, e una reputazione solida permette spesso di sostenere tariffe più alte. La strategia corretta è chiedere recensioni in modo costante, rispondere sempre con tono professionale e valorizzare le testimonianze anche sul sito per rinforzare la prova sociale.
Quali KPI devo monitorare per capire se il marketing turistico sta funzionando?
I KPI principali sono: quota di prenotazioni dirette, costo di acquisizione per canale, tasso di conversione di sito e booking engine, valore medio prenotazione e marginalità. A supporto controlla reputazione, richieste generate, andamento per stagione e rendimento delle campagne. Se misuri solo visite e follower, rischi di prendere decisioni sbagliate.
Come cambia il marketing turistico con l’AI e la ricerca generativa?
Con l’AI aumentano le ricerche conversazionali e le risposte “sintetiche”. Per questo conviene creare contenuti strutturati e citabili: FAQ stand-alone, risposte dirette, elenchi chiari e informazioni complete su servizi e policy. Questo approccio GEO migliora la probabilità di comparire nelle risposte generate e di trasformare utenti “informati” in richieste reali.

